Piante a Tartufo nero pregiato (Tuber melanosporum)

20,00

Le Piantine sono micorrizate con il Tartufo Nero Pregiato (Tuber melanosporum) sono disponibili in varie essenze arboree, sono state selezionate per la sua alta produttività nella coltivazione dei tartufi.

Piante Disponibili:

Specie Qurcus pubescens (Roverella)

Specie Corylus avellana (Nocciolo )

Specie Ostrya carpinifolia (Carpino nero )

Svuota

Descrizione

IMPIANTO PER LA COLTIVAZIONE DEL TARTUFO

PROGETTAZIONE
La progettazione è una premessa importante per realizzare una tartufaia con buone possibilità di successo. La prima operazione è la raccolta di informazioni relative all’area circostante l’appezzamento che si vuole impiantare; produzioni naturali di tartufi, specie arboree tipiche della zona, ecc. Si consiglia, inoltre, un’analisi fisico-chimica del terreno per conoscere la granulometria, la percentuale di sabbia-limo-argilla, il Ph, la presenza di calcare totale ed attivo, di azoto, fosforo, potassio, ecc. Il sopralluogo tecnico di un esperto serve a completare il quadro delle informazioni necessarie ad una buona progettazione dell’impianto; si accertano l’esposizione e la natura del terreno e si effettuano le scelte relative alle specie di tartufo e degli alberi simbionti da mettere a dimora; si decide inoltre qual è il sesto di impianto ottimale.

PREPARAZIONE DEL TERRENO
Se necessario precedere la lavorazione con un’adeguata livellatura del terreno e con l’eliminazione di radici, arbusti e grosse pietre eventualmente presenti. Successivamente si procede ad una lavorazione andante del terreno o ad una buona ripuntatura o rippatura, completate da una o più erpicature per affinare il terreno. Le concimazioni non sono state opportunamente sperimentate, perciò se ne sconsiglia l’uso. L’ultima operazione è lo squadro del terreno per il sesto di impianto prestabilito. A volte risulta impossibile o non razionale la lavorazione integrale del terreno (in caso ad esempio di eccessiva pendenza, di presenza di grossi massi o di piante arboree adulte che già producono tartufi o in caso di rinfoltimento di boschi, tartufigeni e non) per cui si consiglia la piantagione a buche anche con sesti irregolari.

EPOCA DI IMPIANTO
Dall’autunno alla primavera

MODALITÀ DI IMPIANTO
Prima di effettuare la piantagione si consiglia di posizionare le piante vicino al tutore, o alla buca se già preparata, secondo lo schema di piantagione. Svasare con attenzione la pianta e posizionarla nella buca ricoprendo con terra fine e pressando accuratamente il terreno attorno al pane di terra.

ACCORGIMENTI POST-TRAPIANTO
Se la piantagione avviene in epoca molto precoce o tardiva si consiglia un’irrigazione abbondante (mai usare acqua di acquedotto, poiché contiene cloro). Se non è stato fatto, posizionare vicino alla pianta una canna o un paletto tutore. Ciò rende visibile la pianta durante le fasi di lavorazione meccanica del terreno. Se c’è presenza di animali selvatici (cinghiali o caprioli) recintare la tartufaia; se c’è presenza di lepri, utilizzare shelter di protezione (in commercio ne esistono diverse versioni).

IRRIGAZIONE
È risaputo che l’impianto di irrigazione favorisce un buon attecchimento delle piante, una crescita forestale regolare ed uniforme, il buon mantenimento della vitalità delle micorrize, una precoce entrata in produzione della tartufaia, una uniformità delle produzioni anno dopo anno e una costante pezzatura dei tuberi.

OPERAZIONI SUCCESSIVE ALL’IMPIANTO
Per una corretta coltivazione, è necessario mantenere pulito l’impianto dalle erbe infestanti mediante lavorazioni meccaniche in interfila con l’utilizzo di vibro coltivatore leggero e leggere zappettature manuali attorno alla pianta. Se la stagione primaverile – estiva risulta siccitosa, intervenire con irrigazioni di soccorso. Per la lotta contro alcuni parassiti quali: afidi, fillossera, oidio, ecc. si consiglia di consultare l’ufficio tecnico.

ENTRATA IN PRODUZIONE
Dipende da molti fattori; generalmente l’inizio della produzione si attesta fra il sesto e l’ottavo anno, mentre la piena produzione si ha tra il dodicesimo e il quindicesimo anno. Ciò vale per tutti i tartufi, eccetto che per il Tartufo Bianco Pregiato che ha tempi molto più lunghi e risultati ancora non interessanti.

RESA PER ETTARO
Anche questi dati sono soggetti a variabilità, poiché essa dipende da molti fattori. La resa varia dai 40-80 Kg di tartufi per ettaro con massimali anche di 100 Kg. Il dato medio si aggira sui 50 Kg/Ha nella fase di piena produzione (dati Arsia 1998).

COSTO DI IMPIANTO
(Riferito ad una tartufaia di 1 ettaro, realizzata con piante micorrizate con tartufo Nero Pregiato accompagnate da certificazione ufficiale ed in regola con le norme fitosanitarie nazionali, esclusi recinzione ed impianto di irrigazione).
• Spese di progettazione: ca. € 1.100
• Preparazione del terreno e apertura buche: ca. € 1.100
• Acquisto piante, compreso Iva e trasporto: ca. € 4.800 (n. 400 piante x ca. € 12 cad.)
• Piantagione: ca. € 1.000 (manodopera ore 100 x ca. € 10)
• Canne di bambù e shelter di protezione: ca. € 600 (n. 400 x ca. € 1,50 cad.)
• Operazioni varie post trapianto: ca. € 200

Totale (spesa per 1 ettaro): ca. € 8.800

Informazioni aggiuntive

Peso 2 kg
Specie

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